L’indagine “SMART MANUFACTURING SURVEY 2025”, condotta da The Innovation Group in collaborazione con SPS Italia, ContactValue e Made Competence Center, ha analizzato il livello di maturità delle imprese italiane nel percorso verso l’Industria 4.0. Attraverso un campione di 94 realtà industriali, lo studio ha esplorato le tendenze nell’adozione di strategie data-driven, l’utilizzo attuale e futuro dell’intelligenza artificiale nei processi produttivi, le sfide della cybersicurezza e il passaggio alla Transizione 5.0, con un focus su sostenibilità e responsabilità sociale.

Secondo Emilio Mango, General Manager di The Innovation Group, i dati mostrano un progresso significativo delle imprese italiane nello smart manufacturing, con una crescente adozione di AI e Data Analytics. Tuttavia, restano ancora sfide rilevanti, legate all’integrazione tecnologica, alla formazione e alla sicurezza informatica.

Donald Wich, amministratore delegato di Messe Frankfurt Italia, sottolinea l’importanza di questa analisi per comprendere le strategie delle aziende italiane: “Come fiera dell’automazione e del digitale per l’industria, siamo orgogliosi di collaborare con The Innovation Group per supportare l’adozione delle nuove tecnologie.”

I risultati dell’indagine saranno presentati il 2 aprile 2025 a Milano, durante lo SMART MANUFACTURING SUMMIT 2025.

Lo studio evidenzia uno scenario dinamico: molte aziende italiane sono già allineate ai nuovi paradigmi della digitalizzazione, ma il percorso verso lo smart manufacturing è ancora in corso per molte realtà.

  • Il 56% delle imprese è nella fase di integrazione delle tecnologie digitali nei processi produttivi.
  • Solo il 16% ha completato l’implementazione.
  • Il 62% ha già investito in automazione, ma ora l’attenzione si sposta su AI, servitizzazione e cybersecurity.
  • Il 54% ha avviato programmi di formazione digitale, mentre il 52% si concentra sulla digitalizzazione del know-how aziendale.
  • Il 28% e il 33% delle aziende prevedono ulteriori investimenti in questi ambiti.

Le principali difficoltà che le imprese devono affrontare riguardano:

  • Integrazione con sistemi legacy (62%).
  • Resistenza al cambiamento organizzativo (57%).
  • Mancanza di competenze interne (46%).
  • Alti costi di implementazione (38%).
  • Cybersecurity e protezione dei dati (31%).

Secondo Federico Ravasio, responsabile comunicazione e marketing di Made Competence Center, l’indagine conferma le tendenze già individuate nei mesi precedenti. L’offerta del Competence Center è stata strutturata proprio per supportare le PMI, con servizi dedicati all’adozione dell’AI, alla gestione documentale avanzata e a un’ampia offerta formativa.

Alberto Taddei, Senior Partner di ContactValue, sottolinea che le PMI, rispetto alle grandi imprese, incontrano maggiori difficoltà nel realizzare progetti digitali innovativi, spesso sviluppandoli in modo frammentario per rispondere a esigenze specifiche.

L’indagine mostra che solo il 50% delle aziende ha implementato soluzioni di Data Analytics basate su IoT, mentre il 40% è ancora in fase di studio o avvio. Attualmente, i dati vengono utilizzati principalmente per efficienza operativa e controllo, con prospettive di sviluppo in ambito predittivo e pianificazione intelligente.

L’AI e il machine learning sono riconosciuti come strumenti chiave per accelerare l’ottimizzazione, soprattutto in manutenzione e logistica. Tuttavia, il loro utilizzo rimane limitato:

  • Il 34% delle aziende è in fase di test.
  • Il 21% ha avviato l’integrazione.
  • Solo il 5% ha adottato soluzioni AI su larga scala.

Le principali motivazioni per l’adozione dell’AI sono:

  • Aumento della produttività (50%).
  • Maggiore efficienza (47%).
  • Trasformazione del modello di business (15%).

Le sfide principali restano il gap di competenze, l’integrazione con le infrastrutture esistenti e la gestione dei dati.

La cybersicurezza è una questione centrale per il 59% delle aziende, che stanno puntando sempre più sull’integrazione tra sicurezza IT e OT. Le misure adottate includono:

  • Firewall e segmentazione di rete.
  • Autenticazione multi-fattore.
  • Strategie di protezione dei dati.

Tuttavia, rimangono criticità legate alla visione integrata IT-OT e alla complessità operativa.

Sul fronte della sostenibilità, i dati indicano che:

  • Il 31% delle aziende ha avviato un programma attivo.
  • Il 27% ha già consolidato iniziative di sostenibilità.
  • Le principali aree di intervento riguardano efficienza energetica, gestione dei rifiuti e miglioramento delle condizioni di lavoro (49%).
  • Il 42% delle aziende promuove politiche di diversità e inclusione.

Le sfide principali includono compliance normativa, costi e monitoraggio dei progetti.

L’industria italiana sta avanzando verso il modello di smart manufacturing, con un interesse crescente per AI, Data Analytics e cybersecurity. Tuttavia, l’integrazione tecnologica, la formazione del personale e la sicurezza informatica restano aspetti cruciali da affrontare. Il futuro dello smart manufacturing in Italia dipenderà dalla capacità delle aziende di superare le barriere strutturali e culturali, sfruttando appieno le potenzialità delle nuove tecnologie.